Sei in: Favignana - Michele Gallitto - Prospettive
Egadi Service Servizi Turistici
 
Isole Egadi
La laguna dello Stagnone
 Michele Gallitto
Michele Gallitto
 Previsioni Meteo
Previsioni meteo

Cerca:



 Prospettive
Ora non è più così. Passata la fase dell'emergenza dovuta al fenomeno terrorismo, Castel San Giacomo è tornato ad essere un carcere "normale". Da anni si parla dell'opportunità di chiuderlo, essendo stato classificato tra i penitenziari italiani vecchi e fatiscenti, per costruirne uno nuovo. Scartata la prima ipotesi di realizzarlo in contrada Arena, vicino al villaggio "Quattro rose", su un'area di 90.000 m2 con un primo stanziamento di 120 miliardi, il carcere si sta ora trasferendo vicino alla Praia, presso la vecchia struttura carceraria (ex Officine di Lavorazione dei detenuti).
La popolazione carceraria attualmente è composta da circa 90 detenuti; i vardiani (gli agenti di Polizia Penitenziaria) sono un centinaio, i due terzi dei quali sono isolani. Il carcere è classificato di media sicurezza, i detenuti che hanno scontato oltre metà della pena hanno il permesso di uscire scortati per fare lavori socialmente utili, ad esempio la pulizia delle spiagge. Partecipano ad incontri di calcio con
i ragazzi dell'isola, alle gare di pesca; hanno il permesso di allestire la mostra dei prodotti artigianali in locali pubblici del centro, ma solo nel periodo in cui il numero dei turisti è in fase di diminuzione; possono svolgere attività teatrale in piazza.
Tutte le carceri italiane nei primi anni Ottanta erano sotto il rigido controllo del generale Dalla Chiesa, altre isole avevano il "loro" carcere, oggi di carceri se ne trovano solo all'isola di Gorgona e a quella di Favignana. Gli esperti in materia carceraria ritengono che mantenere un'isola penitenziaria è molto costoso per lo Stato, considerando il trasferimento dei detenuti, il trasporto viveri, le missioni del personale... Un'isola-carcere si giustifica solo per ragioni di massima sicurezza o di massima libertà. Un trasferimento all'isola di Gorgona è un trasferimento premiale.
Spesso ci si dimentica che il carcere ha come finalità il recupero e il reinserimento dei condannati nella società. E anche l'istruzione svolge spesso un'utile funzione, come lascia intendere Francesco Bologna, che per 30 anni è stato maestro nel carcere di Favignana.
Nei primi anni '50 venni assunto come maestro tramite richiesta del Commendatore Giuseppe Mostacci, allora direttore del carcere (padre di Raoul, che fu sindaco). Richiesta fatta al Provveditorato agli Studi di Trapani. Prima di me c'era stato Vitu Fumu (Vito Tedesco). Dopo otto anni, passai di ruolo per concorso. All'inizio facevo quattro ore al giorno: due al mattino e due di pomeriggio, rispettando gli orari del carcere. Poi, quando passai di ruolo, facevo il pomeriggio dalle 17 alle 20. Regolarmente, dal 1° di settembre al 30 giugno, poi dal 1° di ottobre al 30 giugno. Era una scuola elementare a tutti gli effetti; gli allievi facevano gli esami con la commissione formata da me, dal direttore del carcere e dal direttore didattico.
Quanti erano i carcerati in aula?

Di media erano una ventina. C'era un continuo turn over; sai, chi finiva la pena, chi veniva trasferito...
Poteva capitare che uno fosse di seconda elementare, un altro di quarta...
Difatti era una pluriclasse. La licenza era regolare. Potevano utilizzarla all'estero. Alcuni lo facevano, anche se dovevano restare in carcere per moltissimi anni. Ai più bravi consigliavo di cambiare carcere per continuare la scuola, perciò andavano in un carcere più attrezzato. Oggi qui hanno anche la scuola media.
Ha mai avuto problemi con loro?
In trent'anni, mai avuto problemi con loro. Bisogna dire che in aula c'era sempre una guardia. Alcuni, alla fine della pena, sono venuti a trovarmi in casa per dimostrarmi la loro stima, per ringraziarmi. Ho vissuto il lato umano; mi facevano pena; meglio non starci dentro al carcere.
Durante il periodo delle Brigate Rosse, ne avrà conosciuti di brigatisti...
Come no! Tra i più famosi. Ma loro non venivano a scuola, non ne avevano bisogno: leggevano ed erano acculturati...

 

 



 

indietro

 
 
 
Sponsor
 
 
 
 

Credits - Requisiti di sistema - Contatti - Mappa del sito

EGADI SERVICE

Egadi Service
Link sponsorizzato  
Per la tua pubblicità su questo sito telefona
3477683430