|
|
|

Lo sbarco dei Mille
La notte del 10 maggio del
1860, arrivarono alle Egadi i
due vapori "Piemonte" e
"Lombardo", che trasportavano
i Mille di Garibaldi, pronti a
compiere la straordinaria
impresa di liberare il Regno
delle due Sicilie dal dominio
borbonico per unificare
l'Italia. Con loro c'era un
favignanese, Sebastiano
Galigarsia, che morì pochi
giorni dopo, il 15 maggio,
combattendo nella battaglia di
Calatafimi.
Sono stati tanti gli scrittori
memorialisti dell'epopea
garibaldina; alcuni di essi si
trovarono tra i Mille e
vissero quindi tali vicende in
prima persona. Questi
memorialisti descrissero bene
(anche se con qualche piccola
discordanza) cosa avvenne nei
pressi delle Egadi, prima
dello sbarco a Marsala." Mi
soffermo perciò su questa fase
della spedizione, che ci
interessa più da vicino, senza
dimenticare che la decisione
definitiva sul luogo dello
sbarco fu presa al largo di
Favignana.
Giuseppe Cesare Abba scrisse:"
La Sicilia! La Sicilia! Pareva
qualcosa di vaporoso laggiù
nell'azzurrro tra mare e
cielo, ma era l'isola santa!
Abbiamo a sinistra le Egadi,
lontano in faccia il monte
Erice che ha il culmine nelle
nubi...
...Galigarsia era a bordo del
Lombardo; quando fummo in
vista di Favignana diceva ai
suoi compagni di viaggio: in
quell'isoletta così bella c 'è
un carcere profondissimo sotto
il livello del mare, dove
stanno rinchiusi sette
compagni di
Pisacane sopravvissuti all
'eccidio di Sapri, condannati
al patibolo e graziati,
muoiono ogni ora un po' in
quella fossa maledetta...
Scrisse ancora Abba: Non li ho
visti, ma so che da giorni
sono venuti dalla Favignana
sei o sette di quei di
Pisacane, scampati all'eccidio
di Sapri. Dunque erano in
quelle Egadi.
Giuseppe Bandi:82 venerdì 11
maggio1860, dopo la notte
trascorsa in mare, alle cinque
e mezzo con l'aiuto del
cannocchiale, si distinse
chiara l'isoletta che si
chiama Maretimo" ed è una
delle Egadi... ...passato
l'isolotto del Maretimo,
vagammo non lungi da Favignana,
l'isola infame pel martirio di
tanti, che furono sepolti
nell'ergastolo della sua
rocca. "Lassù sta il povero
Nicotera" esclamò Garibaldi
asciugandosi una lacrima. (Non
sapeva che da alcuni mesi era
stato trasferito a Castel San
Giacomo). ...Quando le navi di
Garibaldi furono sotto
Favignana, videro le navi
nemiche che correvano verso il
canale di
Malta. ... Oltrepassata
Favignana, è apparsa bella e
ridente la spiaggia di
Sicilia. Ippolito Nievo: ...
alle otto antimeridiane,
ordine di rompere sopra
Marsala. Il generale comanda
la manovra, cattura e
rimorchio di una barca
peschereccia per avere notizie
del porto.
Altri scrissero: alle 5,30 del
mattino ci fermammo a
Marettimo, i due vapori
avevano perso il contatto, poi
ci ritrovammo; il generale
lanciò un insulto nei riguardi
di Bixio. Si vedeva Levanzo
lontana e Con Mille (che in
realtà erano 1089) c'era anche
una donna, Rosalia Montmasson,
moglie di Francesco Crispi,
distintasi per l'aiuto dato
come infermiera ai garibaldini
feriti.
Ancora oggi, alcuni
Favignanesi amano fantasticare
su un presunto, momentaneo
sbarco di Garibaldi a
Favignana. La fantasticheria,
diffusa anche su alcuni siti
intemet di tipo turistico,
racconta che Garibaldi sarebbe
sbarcato in una spiaggia
dell'isola (oggi lungomare)
che, per ricordare l'evento,
venne chiamata Poggiamico. La
storia smentisce queste
fantasie. Basta leggere i
racconti-cronaca degli autori
garibaldini, dove risulta
evidente che il generale aveva
fretta di sbarcare a Marsala
per il timore di essere
scoperto anzitempo e di dare
la possibilità all'esercito
borbonico di organizzarsi.
Giuseppe Cesare Abba, Da
Quarto al Volturno, in Gaetano
Trombatore (a cura di),
Memorialisti dell'Ottocento,
tomo I. Editore Riccardo
Ricciardi, Milano-Napoli ,
1954.
Giuseppe Bandi, I Mille, in
ibidem. Si dice che tanti di
questi scrittori, non
conoscendo affatto questi
luoghi, fecero l'errore di
pronunciare Maretimo invece di
Marettimo, ma è pur vero che
in alcune carte geografiche
borboniche si legge
Maretimo.
Favignana che sí avvicinava
sempre dí più.Salvatore Calvíno:"
I due piroscafi costeggiavano
Marettimo quasi a radere l'isola,
passano la notte sotto le coste
marettimare.
L'avv. Franceso Crispi, capo
della rivolta siciliana, non
era scrittore di professione,
ma a bordo del "Piemonte"
ha redatto il "Giornale
dí Bordo". Riguardo al
passaggio tra le acque egadine,
scrisse: "10 maggio 1860.
Si naviga sempre per la stessa
rotta Est 1/2 S. Est con vento
e mare calmi, nessuna novità
nella notte dal 9 al IO. Alle
4,30 pom. il comandante Castiglia,
consenziente il generale Garibaldi,
dando a Bixio la rotta che doveva
seguire, sino a raggiungere
il Piemonte, fa spingere questo
a tutta pressione per cercare
di scoprire l'isola Marettimo,
la quale nell'annottare non
essendovi avvistata... 11 maggio
1860. Al far del giorno i due
vapori della spedizione si trovano
poco distante dell'isola Marettimo,
la quale resta
per E. S .E. Nulla si scopre
di male e solamente qualche
bastimento latino, che naviga
per la sua rotta con poco vento
d'est, sì dirige per passare
da ponente l'isola Favignana.
Il semaforo di questa isola
fa delle segnalazioni.85 Si
comprende che
segnala all'altro semaforo della
Colombaia di Trapani: "Due
vapori sospetti diretti verso
levante". Siamo assai vicini
alla Favignana ed è facile scorgere
al telegrafista le coperte dei
vapori colme di uomini. Oltrepassata
i vapori la punta S. E.
della Favignana, si avvista
Marsala e poco dopo due navi
da guerra ancorate. Alle 10,35
ant. Incontriamo una barca inglese,
dopo un po' la paranza di Strazzera,
che è stato obbligato a salire
a bordo del Piemonte; la sua
barca viene sequestrata e
caricata di una cinquantina
di Garibaldini, che così si
dirigono per il porto di Marsala.
Ore 12,45 pom. I due vapori
della spedizione entrano in
porto."
La mattina dell' 11 maggio i
garibaldini raggiunsero Marsala,
dove sbarcarono senza problemi
poco dopo mezzoggiorno. Molti
passarono subito dalla parte
di Garibaldi. Anche Vincenzo
Florio, che aveva avuto incarichi
istituzionali nel Regno delle
Due Sicilie, incoraggiò i marsalesi
a seguire il generale nella
sua impresa. Qui, Garibaldi
ricevette in dono una cavalla
bianca dal marchese Sebastiano
Giacalone Angileri e decise
di chiamarla Marsala.
Quando Garibbaddo entrò a Palermo,
i soldati borbonici lasciarono
Favignana: era il mezzogiorno
del 3 giugno 1860. L'8 giugno
da Trapani viene chiesto al
presidente del Comitato civico
di Favignana di far sventolare
il tricolore sul forte di Santa
Caterina. Iniziava una nuova
era, anche alle Egadi.
Dopo un mese dallo sbarco di
Garibaldi, la gente di Favignana,
con a capo Leonardo Casubolo,
prese possesso del Forte San
Giacomo e liberò Nicotera e
tutti i carcerati politici.
Era il 12 giugno 1860. Appena
libero dalle catene, Nicotera
organizzò a Favignana un Comitato
di salute pubblica e la guardia
nazionale. Ma non volle rimanere
in Sicilia. Venne quindi eletto
deputato tra i banchi della
Sinistra. Eugenio Checchi scriveva
di Nicotera: aveva la mania
dei discorsi, nelle circostanze
solenni non rinunciava mai
alla sua "orazione retorica".
Giuseppe Garibaldi,Nel 1866
decise di arruolarsi nel corpo
dei volontari per Dizionario
del Risorgimento Nazionale,
Ed.
Vallardi Milano, 1933. Biblioteca
Queriniana (BS) combattere con
Garibaldi nel Veneto; fu arruolato
con il grado di colonnello e
divenne poi Generale. Per due
volte fu ministro degli Interni,
nel 1876-77 e nel 1891-92.
Il carcere di Punta Troia a
Marettimo era stato abolito
nel 1844. Con la fine della
dominazione borbonica, il castello
fu trasformato in semaforo e,
dopo qualche decennio, venne
chiuso.
Dopo l'unità d'Italia, le "fosse"
di Santa Caterina vennero tumulate
e, come carcere, restò solo
il San Giacomo. Ma i Savoia,
nuovi regnanti, conservarono
queste isole come luoghi di
pena. Chi non era favorevole
al nuovo regime, poteva essere
arrestato e condannato al domicilio
coatto.
|
|
|
Favignana
fermenti sociali e politici,
Coatti
a Favignana,
Usanze dei coatti, I
deportati libbici, Due
cimiteri in uno,
Deportati albanesi, I
faccialati, Il
confino di polizia, Il
decalogo dei confinati,
La
mazzetta, Le
donne e i confinati, Acuni
confinati politici a Favignana,
Il reato di omossessualità |
|
|
|
|
|
|
|
 |
 |
 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
| |
|
|
indietro |
|
|