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 La "mazzetta"
 Nel 1926 il governo fascista aveva stabilito un sussidio giornaliero, ovviamente misero, per chi veniva mandato al confino: era la famosa "mazzetta" di 10 lire. Durante la crisi economica del 1930, il sussidio diventò di 5 lire, ma il direttore, cav. Toscano, decise di ridurla a 2 lire e, poi a 4 lire. Avendo saputo che alcuni direttori di colonie penali pretendevano il saluto romano al momento della consegna della "mazzetta", il cav. Toscano non volle essere da meno; ma molti confinati politici risposero con un netto rifiuto e, per questo, furono picchiati duramente: lo studente anarchico Salvatore Taormina fu bastonato a sangue. Altri erano disposti a salutare alla romana, ma non quando erano per strada. Per i coatti comuni, invece, non ci fu problema ad eseguire il saluto romano. (Fu allora che la "mazzetta" fu ridotta a 2 lire.)
 Con le due lire giornaliere dovevano comprarsi da mangiare, il necessario per la cura del corpo ed altro; ovviamente spesso non ci riuscivano; quindi si riducevano a mangiare l'erba raccolta nei campi. Spesso erano costretti a ricorrere al prestito; nacque così tra i coatti comuni il fenomeno dell'usura. Alcuni diventarono dei veri esperti e in camerone giocavano d'azzardo, specialmente a zicchinetta. Alla Praia invece i confinati comuni giocavano tra loro con le monete, sbattendole contro il muro. Un giorno un gruppo di ragazzi avvisò la polizia, che intervenne con il manganello. I confinati, nel fuggi fuggi, abbandonarono i soldi per terra, che furono presi dai ragazzi. Da quella volta i confinati, appena vedevano i ragazzi, smettevano di giocare.
 Oltre a vedersi diminuire la paga, chi non faceva il saluto romano andò a riempire le celle della odierna vía Trapani. Glí stessi isolani erano molto impressionati da quel posto, perché certe notti sentivano gridare i confinati, che venivano pestati selvaggiamente.
 E quando le guardie vi entrano colla coperta e col merlo per fare un "Sant'Antonio" e il disgraziato, si sa, urla: assassini! Carogne! Vigliacchi.
 La notizia della pretesa del saluto romano, dei pestaggi e della riduzione della paga divenne di dominio pubblico. Contribuì in questo anche il giornale francese l 'Humanitè, scrivendo che i confinati politici a Favignana dovevano sopportare imposizioni e limiti arbitrari.
 Lo scandalo rovinò il cav. Toscano, che venne costretto a lasciare il corpo. Il governo corse ai ripari riconoscendo la "mazzetta" regolamentare di 10 lire e ai coatti furono pagati anche gli arretrati. In seguito, a Favignana rimasero solo i coatti comuni.

 

 



 

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