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L'isola dei coatti Fermenti sociali e politici
Gli imprenditori siciliani, che dopo i segnali di crisi dovuti alla concorrenza del Nord e dei mercati esteri, avevano puntato sull'unificazione dell'Italia per un rilancio dell'economia locale, dovettero ricredersi, assistendo alla graduale decadenza di Palermo a favore di Genova, Torino e Milano; senza dimenticare che, già con lo sbarco di Garibaldi, le casse stracolme del Banco di Sicilia erano state completamente svuotate a tutto vantaggio dei "piemontesi". Bisogna dire che l'unità d'Italia, così come fu fatta, non giovò né ai Florio né, in generale, ai meridionali.
La delusione del popolo meridionale nei confronti della nuova politica sociale dei "piemontesi", in quel periodo favorì il brigantaggio, in parte organizzato ed armato dagli stessi sconfitti borbonici. In Sicilia furono istituiti i tribunali di guerra e il 15 agosto del 1863, con la legge Pica, ritornò ad essere istituito il confino, anche se molti giuristi dell'epoca manifestarono la loro contrarietà a questa legge definendola odiosa, vergognosa e arbitraria. Chi non veniva fucilato, finiva così al confino, istituito appositamente per combattere le numerose bande di uomini e donne organizzate in tutto il Sud Il governo attuò anche una politica anticlericale, espropriando molti beni ecclesiastici. Venne abolito il concordato esistente tra la Santa Sede ed il Regno delle due Sicilie. Furono molti i preti, le suore, i vescovi ed i cardinali che conobbero il confino. Gli esponenti della gerarchia ecclesiastica che auspicavano il ritorno del re Borbonico, furono accusati di alimentare la sommossa e di tentare tutto per non perdere i propri privilegi."
In quel periodo nacquero anche le società di mutuo soccorso, associazioni di operai che si proponevano di aiutare i soci che rimanevano disoccupati o colpiti da malattia, mediante un fondo comune costituito dai versamenti periodici degli stessi appartenenti. A Trapani già nel 1863 si era costituita la Società Operaia con intendi solidaristici. Quando, nel 1882, la nuova legge elettorale consentì l'accesso alle liste amministrative a chi avesse superato l'esame della seconda elementare, le società operaie si attivarono per aiutare i propri soci analfabeti a raggiungere l'obbiettivo della seconda elementare. A Marsala nel 1865 esisteva una società di mutuo soccorso fra gli operai enologici della ditta Florio. A Favignana si costituì nel 1882 tra i lavoratori dello stabilimento Florio. Le società erano sostenute con concreti aiuti di solidarietà dagli stessi imprenditori, che vi esercitavano un indubbio potere. A Favignana chi sosteneva economicamente il mutuo soccorso non erano gli operai, ma Casa Florio, che assicurava così ai suoi dipendenti l'assistenza medica e la cassa pensioni.
Soprattutto dal 1891 al 1893, la Sicilia si trovò in pieno fermento politico; divennero attivi i Fasci dei lavoratori meglio conosciuti come Fasci siciliani, che univano varie categorie di lavoratori e si rifacevano all'idea socialista. Il movimento dei fasci parlava di giustizia, democrazia, libertà, solidarietà:

Una vera rivoluzione in quegli anni!
Nell'estate del 1893 L'Avvocato Giacomo Montalto, presidente del Fascio di Trapani, decise di aprire una sezionedel movimento anche nell'isoladi Marettimo; si imbarcò su uno schiofazzo a vela che da Trapani fece prima scalo a Favignana, poi a Levanzo; non avendo il vento favorevole, la barca impiegò 13 ore per arrivare a destinazione.

A Marettimo tenne un comizio nella piazza principale e fondò ben due sezioni dei Fasci: una dei pescatori, laltra delle donne, per un totale di 134 iscritti ( la popolazione non raggiungeva i mille abitanti). Sopratutto per la donna Marettimara fu un momento importante di emancipazione sociale e politica. Da non sottovalutare che a Marettimo, fra tutte le isole siciliane, fu l'unica ad aderire in modo organizzato (e con due sezioni) aumentanto la consistenza dei pescatori nei Fasci. I marettimari si impegnarono subito a fare propaganda delle nuove idee sia a Levanzo che a Favignana, ma durò poco.


La repressione contro i moti popolari divenne infatti particolarmente acuta durante il governo Crispi. Il garibaldino Francesco Crispi, passato tra i banchi della destra e divenuto capo del governo la prima volta dal 1887 al 1891, poi ancora nel 1893, era un uomo orgoglioso e privo di scrupoli, che governò in modo autoritario. Nel 1894, egli ripristinò il domicilio coatto come misura di emergenza per reprimere i moti popolari, specialmente nei confronti di anarchici e socialisti. Non solo schiacciò le rivolte contadine e operaie, ma fu duro e deciso anche nei confronti dei movimenti dei lavoratori: decretò lo stato di assedio in Sicilia; i Fasci vennero sciolti e tutti i capi furono arrestati e condannati pesantemente. Molti aderenti a questo movimento finirono in carcere, molti altri confinati a Favignana. Giacomo Montalto fu condannato a 10 anni di carcere. Poi seguì un'amnistia e per alcuni la pena fu ridotta.
Nel periodo che va da Francesco Crispi a Benito Mussolini (entrambi uomini di sinistra convertiti alla monarchia e all'autoritarismo), non furono pochi i socialisti schedati o arrestati, che ebbero a che fare con Favignana. Alcuni nomi:


Palla Galileo. Nato ad Aulla (Massa Carrara) il 23 giugno 1865, anarchico, nel 1893 fu mandato al confino a Favignana per renitenza alla leva; evaso, venne ripreso e mandato a Ustica.


Fabbri Luigi. Nato a Fabriano (Ancona) il 23 dicembre 1877, direttore didattico, anarchico, usava lo pseudonimo di Catilina. Scontò due anni di confino a Favignana dal 1898 al 1900.


Damiani Gigi. Nato il 18 maggio 1876 a Roma, anarchico. Nel 1894, in base alle leggi crispine, fu condannato al domicilio coatto e girò per alcune isole, tra cui Favignana.


Pezzi Francesco. Nato a Ravenna 30 agosto 1849, nell'aprile del 1895 fu inviato al confino a Favignana, L' 11 maggio 1896 evase insieme ad altri e fu ripreso a Tunisi.


Friscia Saverio. Nato a Sciacca (Agrigento) 1'11 novembre 1813, omeopata, deputato alla Camera dei Comuni di Palermo, nel 1849 venne inviato al confino a Favignana per circa un anno.


Aiello Giovanni di Antonio, nato a Favignana nel 1875, residente a Marsala, studente, schedato dal 1906 al 1939.


Casubolo Giacomo di Leonardo, nato a Favignana nel 1874, residente in Tunisia, trafficante, schedato dal 1904 al 1943.


Barraco Giovanni di Vito Francesco, nato a Favignana nel 1907, residente a Tripoli, schedato dal 1929 al 1940.

 


 

 

 



 

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